TURISMO & SPORT: INTERVISTA A SANDRO FACCINELLI

RIPARTE IL BLOG DELLA PROJECT SPORT MANAGEMENT, RIPARTONO LE PUBBLICAZIONI TARGATE PSM MEDIA. ABBIAMO PENSATO, IMMAGINATO E PROVATO A MIGLIORARE I NOSTRI CONTENUTI, LA FREQUENZA DELLE INTERVISTE, CERCANDO DI CAMBIARE: FARE INFORMAZIONE E FORMAZIONE, PROPONENDO DELLE TEMATICHE LEGATE SEMPRE AL MONDO DELLO SPORT MANAGEMENT CHE POTESSERO OFFRIRE SPUNTI DI RIFLESSIONE E MODELLI DI RIFERIMENTO, MAGARI DA POTER APPLICARE IN ALTRI CONTESTI. DOPO IL NOSTRO PRIMO ANNO, ABBIAMO SUBITO CERCATO DI MIGLIORARCI, CI STIAMO PROVANDO. IL BLOG PER NOI E’ UN ELEMENTO CHIAVE ALL’INTERNO DEL PROGETTO PSM SPORT. UNO STRUMENTO DI COMUNICAZIONE ESSENZIALE PER PROSEGUIRE IL PERCORSO NEL SETTORE SPORTIVO. VIA CON LA PRIMA INTERVISTA DELLA NUOVA STAGIONE A SANDRO FACCINELLI SUL TEMA SPORT E TURISMO.
Scopriamo chi è il nostro interlocutore! Laureato in Scienze Politiche all’ Università degli Studi di Milano, Sandro Faccinelli si occupa di comunicazione, ufficio stampa, pubbliche relazioni e marketing, in particolare di social media marketing e web marketing, con un focus sulla formazione di enti, aziende e operatori. Al suo attivo diverse esperienze professionali di rilievo: nel 2013 ha creato Valtellina Turismo Mobile, il giornale turistico online della provincia di Sondrio. In passato è stato direttore della Fondazione ProVinea, per cui si è occupato della candidatura dei terrazzamenti vitati valtellinesi per il Patrimonio Unesco, responsabile per il tratto italiano della candidatura della Ferrovia Retica nel paesaggio culturale Albula/Bernina per il Patrimonio Unesco. Attualmente riveste il ruolo di ufficio stampa per diverse realtà ed eventi locali, tra cui Valtellina Basket Circuit, Melloblocco, Pizzocchero d’Oro – Sapori d’Autunno di Teglio.
Marketing, Turismo e Sport: come si intrecciano questi tre elementi?
 ​Partendo dallo sport come fattore di traino, sia comunicativo che di “presenze”, del turismo. Nel corso di questo processo va inserito il marketing, con dosi e specificità diverse a seconda del territorio e del progetto turistico-sportivo.  ​
All’estero sono numerosi le nazioni che fanno del turismo sportivo un business importante, diverse le città che attraverso la storia e il richiamo dei loro principali club attirano turisti  da tutto il mondo. Oggi, in Italia qual è la situazione del turismo sportivo?
 ​L’italia da sempre sfugge dalle generalizzazioni, troppo diverso il paese per inquadrarlo in una sola categoria. ​La situazione del turismo si ripercuote su quella della branca sportiva. Il calcio cannibalizza gli spazi, nonostante non siamo più un paese con cittadini “monosport”: chi segue il calcio segue e pratica anche altre discipline. Purtroppo la classe dirigente finge di non accorgersene. DI certo il turismo sportivo legato al calcio è ai minimi storici, impera la tv, ma se venissero sfruttare le occasioni, come il successo di alcune discipline alle Olimpiadi di Rio, ci sarebbe un potenziale enorme. Abbiamo migliaia di km di coste, sentieri e fiumi, montagne estreme, ma anche dolci, da utilizzare per comunicare i nostri campioni. Ma in Italia abbiamo ancora la Domenica Sportiva e Domenica In…   
Entriamo subito nello specifico. Siamo alla ricerca di un modello di riferimento italiano del settore. La Valtellina è sicuramente è un’area che ha fatto dell’asse sport – turismo una delle leve di maggior successo. Quali sono gli eventi sportivi più apprezzati?
 ​Fa piacere che a dirlo siano gli altri.​ Bisogna distinguere tra eventi che hanno rilevanza comunicativa, economica o di presenze turistiche. Se parliamo di comunicazione senza dubbio Valtellina Basket Circuit e Melloblocco superano i confini nazionali, ma anche la discesa libera di Bormio, oggi a Santa Caterina Valfurva, negli anni ha contribuito a veicolare la provincia in Italia e all’estero.  
Melloblocco Val Masino Valtellina 
In una prospettiva di turismo sportivo la Valtellina si presta in maniera eccellente: quali sono secondo lei i motivi o meglio gli aspetti che fanno di questa zona un bacino importante per tutti gli sportivi?
 ​Strutture e varietà delle stesse, unite al fatto che i pochi km si trovano tutte insieme, vera chiave di volta per l’organizzazione ad esempio dei ritiri sportivi professionistici.​ Con il numero di campi e palestre che abbiamo in provincia di Sondrio si può paragonarsi ad una metropoli, senza dimenticare che negli sport cosiddetti minori, e legati alla montagna, sono presenti tantissime realtà e possibilità in valle. 
Tra tutti spicca l’organizzazione del Basket Circuit un appuntamento fisso, un circuito internazionale che negli anni ha coinvolto grandissimi club, ha ospitato numerosi campioni. Vorremmo capire i dettagli dell’organizzazione, le squadre che hanno partecipato nelle varie edizioni, gli atleti e tutto ciò che riguarda la pianificazione di un evento tanto importante!
 ​Il Circuit è il fiore all’occhiello di questo discorso, e, non è un caso, nasce dalla volontà e dalla visione di un privato, un uomo di sport che ha dedicato tutto al basket: Diego Pini, mancato nel 2014 e inserito nella Hall of Fame dall FIP. Difficile spiegarne il successo, credo nemmeno Diego si sarebbe mai immaginato di raggiungere certi obiettivi. Al Circuit ha partecipato il meglio del basket mondiale per decenni, addirittura ospitando, per due volte, Michale Jordan, ma ancora oggi la Turchia, dove il basket è religione e hanno strutture NBA con budget strepitosi, non manca mai di mandare le proprie squadre in Valtellina. L’organizzazione è molto snella, ma rodata dagli anni di collaborazione con Pini. Ora che è mancato ovviamente le difficoltà sono aumentate e anche solo proseguirne l’attività è un’attività meritoria e che offre soddisfazione a prescindere dalle squadre che poi partecipano al Circuit stesso. La pianificazione è sicuramente una delle parole  ​meno usate dallo staff in quanto, per sua natura, tutto il basket estivo in valle è sempre work in progress, con mutamenti quasi settimanali dei programmi. Forse è proprio questo il segreto. sapersi adattare al contesto esterno, soprattutto dopo la scomparsa di chi ha inventato il basket estivo in Valtellina.
Jamel McLean Valtellina Basket Circuit 2015 (Milano-Darussafaka)
Parlando del territorio: qual è il coinvolgimento delle strutture ricettive, dei ristoranti, dei locali e soprattutto in un’ottica di comunicazione e marketing, qual è il coinvolgimento di aziende sponsor locali?
 Nel turismo valtellinese questo è il dato dolente. Mancanza di collaborazione e coinvolgimento degli altri. Difficile costruire qualcosa che accomuni tutte le località, figuriamoci a livello di marketing e comunicazione. In questo senso si va da tentativi fai da te a strategie che durano il tempo della carica del consiglio di amministrazione o, peggio, del finanziamento pubblico. Finiti i soldi finiscono anche i proclami, ma nessuno risponde della mancanza di risultati. I privati troppo spesso non fanno i privati, ma si legano alle iniziative comunicative del pubblico. La comunicazione è una cosa seria, finora la Valtellina non ha dimostrato di capirlo.   ​
Per chiudere, quello della Valtellina è sicuramente un modello di riferimento per il settore del turismo sportivo: in prospettiva crede che ci siano elementi da migliorare per potenziare e coinvolgere un numero maggiore di turisti e appassionati di sport? 
C’è sempre da migliorare e per il turismo sportivo locale la grande sfida è far capire che ogni evento legato a questo settore, che si svolga a Madesimo o a Livigno, le due località turistiche più distanti in valle, deve essere elemento unificante dell’offerta turistica di tutta la Valtellina. è un elemento culturale dal quale non si può prescindere, ma serviranno tempo e un miglior tasso di istruzione per capirlo. Fino a quando verranno finanziati una miriade eventi sportivi di scarso livello comunicativo pur di averne uno per paese, se non per frazione, non si sfrutterà mai del tutto il potenziale del modello del quale parla Lei.