PSM MEDIA: INTERVISTA A SILVIA GALLI

Intervista Flash a Silvia Galli: Giornalista Sportiva e Delegata di Milano per il calcio femminile. Una breve ma interessante chiacchierata tra comunicazione e calcio femminile, tra presente e futuro! 

Giovane e ambiziosa, ma già con una buona esperienza professionale. Raccontarci la tua storia e il tuo percorso che oggi ti ha portato nella redazione di Skysport 24 come giornalista!

Da piccola ho sempre sognato di fare un altro mestiere, ossia l’insegnante di inglese alle scuole elementari. Ho dunque fatto un percorso per poter realizzare questo sogno. Durante l’università (lingue e letterature straniere prima, management internazionale dopo) ho trovato lavoro in una testata locale come giornalista, e lì sono rimasta 5 anni. Poi mi sono specializzata nel giornalismo sportivo, sono diventata pubblicista, è arrivata la tv locale, la radio. Da febbraio sono nella redazione di Sky Sport 24 come stagista. Mi trovo molto bene e sto imparando tantissimo.

La comunicazione è il tuo mondo, lo sport la tua passione. Lavorando nell’ufficio stampa da anni quali sono gli aspetti per te determinanti per una strategia di comunicazione di successo e dove hai trovato maggiori difficoltà nello svolgimento del tuo ruolo?

Beh, lavoro in un mondo principalmente maschile per cui ho trovato molte ostilità nei miei confronti, soprattutto all’inizio quando cercavo di affermarmi. Poi grazie alla professionalità che mi ha sempre contraddistinto sono riuscita a farmi rispettare. Io punto sempre sulla velocità nella comunicazione, corredata da foto e soprattutto la mia comunicazione passa quasi esclusivamente attraverso i social perchè volenti o nolenti sono il nostro presente e presumibilmente anche il nostro futuro. Facebook, Twitter e Instagram sono sempre aggiornati.

Ricopri il ruolo di Delegata Milano Calcio femminile: secondo te a che punto siamo in Italia? Un grande impulso è stato dato dalla FIGC in relazione alle nazionali giovanili e attraverso il coinvolge dei club di Serie A. Quali possono essere le chiavi di successo?

Diciamo che c’è tanto da fare per la promozione, lo sviluppo e la valorizzazione del calcio femminile. Recentemente ho sentito un’intervista di Rosella Sensi, che dice che in Italia siamo molto indietro, e purtroppo è veramente così. Il calcio è un mondo totalmente maschile ancora adesso, e ricoprire ruoli tipicamente maschili come dirigenti o procuratori è oggi solo una chimera. Bisognerebbe allargare e modificare la mentalità nostrana, cercando di abbattere qualche “pregiudizio” di troppo e offrendo maggiori opportunità a dirigenti donne.

In prospettiva futura, credi che lo sviluppo del calcio femminile possa contribuire alla valorizzare l’intero movimento calcistico italiano?

Sì, come in ogni sport tutto è possibile. Nel mio piccolo c’è la volontà di cercare di arruolare sempre più bambine e ragazze a fare calcio, tramite stage o campus. Le donne per natura sono determinate e io cerco di riportare questa caratteristica nel lavoro che faccio. Sarà complicato ma sono sicura che il calcio femminile conquisterà il suo spazio. Già qualcosa si inizia ad intravedere.