FERENCZ BARTOCCI: “LO SPORT E’ UNA PASSIONE CHE MI HA SEMPRE ACCOMPAGNATO E CHE FORTUNATAMENTE SI E’ TRASFORMATA NEL MIO LAVORO”. L’INTERVISTA AL GM DEL BASKET FERENTINO CHE CI CONSENTE DI COGLIERE SPUNTI INTERESSANTI DEL MONDO DEL BASKET ITALIANO

Programmazione, pianificazione, comunicazione, territorio, responsabilità sociale, formazione dirigenziale, aspetti da migliorare e potenziare. Siamo riusciti a parlare di tutto, siamo riusciti ad affrontare tutte le tematiche che ci interessavano, ad evidenziare aspetti che volevamo conoscere meglio, ad ascoltare un punto di vista esperto, dichiarazioni non banali ma reali e propositive. L’intervista a Ferencz Bartocci è stato tutto questo, per noi come sempre un piacere e sopratutto un ulteriore modo di crescere e “registrare” informazioni utili.

Innanzitutto Ferencz, raccontaci la tua carriera e le esperienze nell’ambito sportivo! E’ una passione, quella per lo sport, che mi ha sempre accompagnato e che fortunatamente si è trasformata nel mio lavoro. Ho iniziato come voce radiofonica al seguito del Fabriano Basket in Serie A per poi entrare in Società dove ho ricoperto vari ruoli: addetto stampa, responsabile delle statistiche fino a Direttore Sportivo e General Manager. Da lì esperienze non solo nel mondo della pallacanestro (pallavolo, danza sportiva, organizzazione eventi, nuoto) anche se principalmente la palla a spicchi ha accompagnato la mia vita come a Foligno, Montegranaro, Veroli, Brescia e Ferentino. Una promozione in Serie A, due Coppa Italia di A2, playoff scudetto, salvezza in Serie A, playoff di A2 l’ultimo dei quali con Ferentino chiuso nella splendida cornice del Palaverde di Treviso dove sicuramente avremmo meritato miglior sorte… Questi alcuni dei capitoli fortunati della mia professione raggiunti grazie a proprietà e staff di grandissimo spessore.

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Come valuti oggi il movimento del basket italiano da esperto del settore? Quali i punti forti e quali gli aspetti da valorizzare in termini di comunicazione, marketing ed eventi per promuovere i campionati e il marchio sportivo della pallacanestro italiana? Credo che siamo arrivati ad un bivio dove dirigenti, quelli della mia generazione, devono far valere la loro esperienza anche negli ambiti decisionali come Federazione e Leghe. Certe volte mi sembra di vivere in un mondo fatto di cose date per scontate senza davvero rendersi davvero conto che i tempi e le esigenze di tutti sono cambiati. Si va avanti per “tradizione” e non può più essere ammissibile a discapito dell’entusiasmo e della voglia di migliorare che sicuramente contraddistingue le proprietà ed i manager. Va da se che la promozione passa in primo luogo da un’organizzazione al vertice chiara dove grazie a regole rispettate da tutti siano proposti campionati non falsati da ritiri di squadre o mercato sempre aperto. Solo in questo modo si può davvero avviare una comunicazione brillante ed efficace che attragga investimenti e ci conduca ad aumento sempre maggiore di consensi anche nei palasport.

Oggi sei il General Manager del Basket Ferentino. La Project SPORT Management pone particolare attenzione al rapporto tra Società Sportiva e Territorio come valore aggiunto e imprescindibile. Qual è il coinvolgimento della comunità locale in termini di Istituzioni, Sponsor e partnership? Quale la strategia del Basket Ferentino per rafforzare e consolidare quest’aspetto essenziale? Oggi Ferentino rappresenta il fiore all’occhiello della pallacanestro di un intero territorio. Per la Ciociaria significa basket di primissimo livello. Sicuramente lavorare nella nostra città è un punto fondamentale e di partenza per tutto ed i numeri in crescita del settore giovanile sono un segnale in tal senso. L’appoggio del Comune è essenziale come quello dei partner locali che ci hanno scelto come testimonial. Stiamo lavorando molto per un’identificazione della collettività nella squadra soprattutto con iniziative di collaborazione con Società di pallacanestro delle città vicine. Far capire a tutti che grazie all’unione d’intenti si possono raggiungere grandi risultati è un compito in cui confidiamo molto.

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Collegandoci ancora alla questione territorio. Lo Sport può essere ancora uno strumento di comunicazione efficace per lanciare messaggi di Responsabilità Sociale? Il Basket Ferentino è attivo anche su questo fronte? Grazie alla Comunità di Sant’Egidio – ti rispondo con questa esperienza – Sport Senza Frontiere e al supporto della Lega Nazionale Pallacanestro con lo sponsor Panorama nella stagione che volge al termine abbiamo integrato nel nostro mini basket oltre dieci bambini profughi ospiti delle strutture del posto. Essere i testimoni di valori come l’ospitalità, l’integrazione e l’amicizia è un’autentica missione.

La crescita di un club parte anche dal basso o meglio dalle fondamenta. Nel caso del Basket Ferentino, qual’ è il valore che date al settore giovanile e al mini basket? Come si costruisce un settore giovanile di livello? Puntando su istruttori qualificati che alla base del loro lavoro mettono grande passione. Il territorio è ancora da “conquistare” ma sono sicuro che ci siano davvero basi di partenza importanti. Oggi siamo arrivati a una situazione di collasso strutturale, dove il palasport per i più piccoli sta diventando stretto. Dovremo per forza di cose affrontare la situazione perché non vogliamo abbassare la qualità ma neanche dover chiudere le porte al crescente numero di bambini che vogliono indossare una canotta amaranto.

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Entriamo nel dettaglio. Ti occupi anche di Formazione manageriale con un particolare focus sui ruoli dirigenziali e tecnici nel mondo del Basket. Innanzitutto, quali sono le principali competenze e attività di una figura trasversale come il General Manager? Essere dei buoni mediatori. E’ fondamentale lavorare con la massima fermezza nel rispetto delle regole di una Società e del movimento in generale con una comunicazione e sintonia sempre viva con la proprietà. Riuscire a organizzare il lavoro per settori con la consapevolezza che ognuno di questi non può prescindere dall’altro. E’ un lavoro a tempo pieno che prevede una disponibilità assoluta nel voler indirizzare il Club in quella che si è stabilita la direzione ottimale o obiettivi se preferite. Poi parliamo pur sempre di sport, per fortuna, e un conto è la scrivania, l’organizzazione e un altro il vincere sempre ad ogni costo. Mettersi sempre in un’ottica di ragionamento che preveda almeno un piano A e uno B. L’emotività, l’adrenalina di una partita che è pur sempre la linfa dello sport, noi manager la dovremmo tenere a freno nella maggior parte delle situazioni se non sempre.

Per concludere, nel corso che proponi quali sono le tematiche affrontate? Una prima parte riguarda gli aspetti contrattuali, fondamentali per poi poter trattare con tutte le figure professionali che andremo a coinvolgere in società. In sequenza il rapporto con la Proprietà, la definizione degli obiettivi, la scelta e coordinamento dello staff organizzativo (amministrazione, comunicazione, marketing, settore giovanile e mini basket), l’individuazione della guida tecnica e dei suoi collaboratori per arrivare alla creazione della rosa di giocatori della prima squadra.