COMUNICAZIONE APPLICATA ALLO SPORT: INTERVISTA A MANUEL RICCIO DI YAK AGENCY

Appassionato di comunicazione, marketing e sport. Preparato, sempre pronto ad aggiornarsi. Oggi intervistiamo Manuel Riccio giovane esperto in comunicazione applicata allo sport con il quale approfondiamo alcuni aspetti in particolare attraverso il suo percorso formativo e la sua esperienza diretta.

Una domanda diretta e semplice per conoscerti: di cosa ti occupi in YAK Agency?

Per YAK Agency, agenzia di comunicazione sportiva di Padova, mi occupo di business development. Oggi come oggi, specie in un mercato dinamico e competitivo come quello dello sport, accrescere il business di un’agenzia non può fermarsi alla sola attività commerciale, ma deve fortemente puntare su una serie di iniziative diverse che ne accrescano la reputation ed il network, fino ad arrivare alla lead generation.

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Parlando di comunicazione applicata allo sport: in che direzione sta andando questo settore? Di che tipologia di comunicazione parliamo?

È davvero difficile pensare ad un settore più affascinante ed in costante sviluppo come questo. Ogni giorno ci sono tantissimi nuovi spunti che ci arrivano da tutto il mondo, ed è la parte più eccitante del nostro lavoro. Gli atleti diventano sempre più accessibili, sia sui social media che con progetti editoriali di enorme interesse (Uninterrupted, The Players’ Tribune e tanti altri); i right holders devono portare fornire alle proprie fanbase contenuti freschi e rilevanti per non essere risucchiati da altre forme di intrattenimento; la spesa in sponsorizzazioni sportive aumenta a dismisura di anno in anno, e ci sono una miriade di settori industriali che, a ragione, investono budget significativi sullo sport, per l’incomparabile potere di coinvolgimento che ha. La tecnologia, poi: l’integrazione di soluzioni all’avanguardia nelle arene e negli stadi sta ridefinendo il concetto di fan experience. Insomma, è un settore che ci impone di stare sempre aggiornati.

Sei impegnato su più fronti: oltre ad essere un giovane professionista sei un appassionato del mondo della comunicazione e del marketing. Cosa ti attrae di questo settore e quali sono gli spunti che più ti interessano nell’applicazione sportiva?

Ho sempre avuto una passione fortissima per lo sport in ogni suo aspetto. È stato lo sport a farmi appassionare di marketing, e non il contrario: specialmente il mio amore per gli sport americani, dove il concetto di comunicazione e marketing è portato a livelli altissimi, ha condizionato di molto il mio avvicinamento a queste aree. Ci sono stati un paio di momenti che hanno sancito definitivamente questo mio percorso: il primo è stato il mese di volontariato che ho avuto l’immensa fortuna di trascorrere in una primaryschool di Kilifi, in Kenya, dove mi sono reso conto realmente dello smisurato potere di aggregazione e di ispirazione che lo sport ha. Il secondo è stato in un contesto totalmente diverso, a Londra, in visita per la tappa annuale della NFL al Wembley Stadium: ho girato ore prima e dopo la partita intorno allo stadio, ammirando l’organizzazione di un evento capace di attirare tifosi da tutta Europa e di coinvolgerli nelle maniere più disparate. Simbolicamente, questi sono stati due episodi in cui mi sono detto che avrei fatto tutto il possibile per lavorare in questo settore.

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Entriamo nello specifico, parliamo di blogging. All’interno di un piano comunicazione qual’è l’utilità e la funzione del blog? Come lo si rende efficace?

Torniamo un po’ a quello che accennavo all’inizio. Io ci credo moltissimo, perché è uno strumento molto potente per accrescere la propria reputation e per generare contatti. Filosoficamente, poi, io sono un fervente sostenitore della teoria che investire tempo nel condividere spunti, informazioni e nel dibattere su temi con personalità dello sport business sia una scelta oculata e di successo. In tal senso, da questo mese sarà online YAK Insights, il blog di YAK Agency in cui porteremo case history nuove e proporremo riflessioni sullo stato dell’arte del nostro settore, alimentando una discussione concreta sui temi di interesse. Renderlo efficace passa inevitabilmente dal peso strategico che gli viene dato: bisogna dedicare il giusto tempo per raccogliere spunti e rielaborarli, anche utilizzando la visualizzazione di dati in infografiche, supporto che garantisce un impatto immediato alle informazioni raccolte.

Tanti gli impegni, tante le attività da te svolte. Oggi fai parte del Club Alumni SBS, tante le iniziative e i progetti sviluppati. Quali sono gli obiettivi di questa realtà?

Un progetto molto ambizioso e a cui tengo tantissimo. Il Club Alumni SBS è di fatto l’associazione dei diplomati del Master SBS di Treviso, uno dei programmi di sport marketing più prestigiosi d’Europa. L’ambizione mia e dei miei colleghi che formano il Comitato Direttivo di questo Club è quella di costruire un network professionale nel mondo dello sport business italiano che sia un punto di riferimento per tutto il settore. Potendo contare su quasi 400 diplomati in 12 anni di storia, abbiamo tantissima esperienza sul campo da poter mettere al servizio del Master, per offrire nuovi spunti per la didattica o progetti ulteriori, ed al servizio di tutti gli associati. La possibilità di essere ad una telefonata o ad una mail di distanza da tutte le realtà dello sport in Italia è un asset che dobbiamo coltivare e custodire con cura, perché rappresenta un’opportunità che solo la piattaforma del Master SBS ci può garantire. L’evento di San Siro dello scorso novembre è stato un meraviglioso punto di partenza, ma stiamo lavorando perché diventi un appuntamento singolo in un calendario ricco di tante altre iniziative.