SOCIAL RESPONSIBILITY: FOCUS SULLA CERTIFICAZIONE UNI ISO 20121:2013. NE PARLIAMO CON ANDREA VINCENZI DI TÜV NORD ITALIA

 

E’ un argomento che ci interessa da sempre, un tema che cerchiamo di approfondire, conoscere e diffondere. Parliamo di responsabilità sociale applicata allo sport, parliamo di certificazioni ed eventi sostenibili. Dettagli, obiettivi, missione, impatto della CSR nel settore sportivo, con uno specifico focus sulla certificazione UNI ISO 20121: 2013. L’intervista ad Andrea Vincenzi, membro della Divisione Sistemi di Gestione dell’organismo internazionale di certificazione TÜV NORD Italia e responsabile tecnico e Lead Auditor per lo standard ISO 20121. 

Partiamo dalla definizione: quali sono le peculiarità della certificazione UNI ISO 20121: 2013? Prima di tutto, la ISO 20121 è un linguaggio universale. Si tratta infatti dello standard di riferimento della International Organization for Standardization per il settore degli eventi, e a differenza dei moltissimi pur validi disciplinari privati che sono in circolazione, questa copre l’intero spettro dello sviluppo sostenibile, nelle sue 3 dimensioni inscindibili: economica, ambientale e sociale.  Il suo linguaggio è riconosciuto e condiviso universalmente in tutto il mondo. Pertanto chi soddisfa dei requisiti della ISO 20121 è in grado di mettere in relazione la propria attività a quella dei maggiori organizzatori ed eventi a livello internazionale, come le Olimpiadi da cui lo standard trae origine, misurando il proprio livello e cogliendo soluzioni e spunti di miglioramento continuo. Non si tratta di vedersi imposto un metodo, ma requisiti comuni da soddisfare tramite le proprie procedure interne; un framework all’interno del quale far rientrare le specifiche attività svolte. La ISO 20121 porta il concetto di sostenibilità in un settore, quello degli eventi, che spesso per la sua particolarità (grandi spostamenti di persone in tempi ristretti, necessità di essere “live” senza possibilità di sbagliare, ecc.) tende a soprassedere a maggiore garanzia del risultato finale, mentre ha invece un grossissimo impatto sulla location e la comunità ospitante.  La 20121 è adattabile per intero al settore degli eventi, di qualsiasi tipo e dimensione, e permette di certificare singoli eventi o gruppi di eventi, organizzatori, location per lo svolgimento e fornitori.

Si parte dall’analisi dell’evento. Rischi, impatto ambientale, stakeholder. Quali le specifiche prese in considerazione? Hai giustamente menzionato tre dei principali requisiti della ISO 20121 che, unitamente a una approfondita analisi del contesto interno ed esterno, sono input alla pianificazione dell’evento/ degli eventi, consentendo di delineare cosa fare o non fare, quali sono i risultati da conseguire e le occorrenze da evitare, nonché il modo e gli strumenti migliori per farlo. L’analisi dei rischi è un concetto fondamentale per l’organizzazione di eventi, dove spesso non c’è una seconda volta in cui applicare azioni preventive generate da esiti indesiderati emersi durante lo svolgimento. Si tratta di cercare di prevedere qualsiasi cosa potrebbe andare storto o mettere a repentaglio la buona riuscita dell’evento, classificare il rischio secondo la sua probabilità e potenziale gravità e prevedere azioni e “piani B” da attuare per ridurne la portata (prevedendo il fatto stesso che non tutto è prevedibile a tavolino e in anticipo e prepararsi a reagire). Di nuovo c’è il concetto di impatto che, nel caso della ISO 20121, non può essere limitato alla dimensione ambientale. Benché questa sia cruciale, lo sono in maniera equivalente la stabilità economica e la dimensione etica e sociale, e la loro maggiore o minore pertinenza deve essere valutata caso per caso, in base al contesto. Proprio qui sta la sostanziale differenza tra evento sostenibile e evento “green”: le altre due dimensioni dello sviluppo sostenibile devono essere oggetto della medesima attenzione e di opportune azioni volte a ridurre gli impatti e obiettivi di miglioramento. Pensiamo per esempio alla piena accessibilità agli eventi per i diversamente abili, alle condizioni di lavoro, alla discriminazione. Gli eventi sportivi in quanto spesso motori di integrazione e educazione ai valori e al rispetto presentano terreno fertile per progetti sociali e sensibilizzazione verso l’interno e l’esterno, altro importante requisito.

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Ci occupiamo di comunicazione, siamo attenti alla pianificazione di ogni contenuto, cercando di potenziare ogni nostro processo in una prospettiva di responsabilità sociale: quali i vantaggi di immagine per chi decide di attivare un percorso del genere nella propria azienda o evento? Il fatto di ottenere una certificazione di terza parte per il proprio sistema di gestione ISO 20121 significa superare un audit di verifica sul proprio operato da parte di TUV NORD, organismo indipendente di verifica il cui marchio è riconosciuto a livello internazionale.  Il Certificato rilasciato e il marchio di certificazione di TÜV NORD sono garanzia di conformità ai requisiti dello standard e permettono darne dimostrazione a tutti gli stakeholder, Oltre agli indiscutibili benefici operativi in termini di sostenibilità, questo rappresenta un importante strumento di brand reputation e credibilità, che può essere usato per dare nuovo lustro e visibilità alla propria immagine societaria, a riqualificare la propria proposta sul mercato dell’organizzazione eventi e a differenziarsi notevolmente in positivo rispetto ai competitor.  Nel contesto italiano, infatti, la ISO 20121 denota ancora una certa avanguardia.  La fiducia e l’apprezzamento che possono generare e la dimostrazione di impegno nei confronti di pratiche sostenibili data dall’acquisizione della certificazione possono avvicinare praticanti, tifosi, investitori e facilitare i rapporti con le istituzioni. Infine, questa certificazione come detto è uno strumento attivo di CSR (o RSI) e supporta le organizzazioni nel fare la propria parte per il raggiungimento dei 17 Sustainable Development Goals fissati nell’agenda 2030 di COP21-Parigi, secondo cui ognuno di noi e ogni singola organizzazione è tenuta a dare il proprio piccolo ma significativo contributo verso un futuro maggiormente sostenibile.

Responsabilità sociale come percorso di valorizzazione dell’azienda e dell’evento: quali possono essere i benefici? La RSI è un argomento sempre attuale. L’importanza di andare in questa direzione è ormai comprovata e questo approccio è adottato non solo dai grandi gruppi internazionali, che per definizione hanno necessità di bilanciare il loro notevole impatto nel contesto socio-economico globale (e talvolta non solo) e hanno tutto l’interesse a generare valore e ricchezza sul territorio, favorevoli condizioni di lavoro e contentezza nei propri dipendenti, ma anche a livelli intermedi. Uno standard di riferimento per la CSR è la SA 8000, per la gestione della Responsabilità Sociale, che ha nell’Italia il paese di maggiore diffusione e ha già penetrato e permeato vari settori, tra cui quello dei servizi, il food&beverage, il tessile, ed è ora richiesto in bandi di gara del contesto industriale e produttivo. TÜV NORD ha recentemente portato la SA 8000 nel settore sportivo, con la certificazione etica della società ALMA Trieste Basket. Con la ISO 20121, rappresentano veri e propri strumenti operativi per dare concretezza al ruolo che il mondo sportivo dovrebbe ricoprire, come ho già detto in precedenza, di driver verso un comportamento etico e responsabile in ottica Agenda 2030 e non solo.

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Concludiamo, chiedendoti una riflessione personale del rapporto tra responsabilità sociale e sport. Cosa ne pensi? La ISO 20121 nasce nel contesto sportivo, è stato il responsabile della sostenibilità del Comitato organizzativo delle Olimpiadi di Londra del 2012 a richiedere espressamente una riflessione in questo senso alle organizzazioni internazionali di standardizzazione. Per questo lo standard non può che rispondere perfettamente alle esigenze di una società impegnata in attività e competizioni sportive, a partire dalla necessità di rendere migliore la permanenza e l’avvicinamento ai luoghi di svolgimento delle gare al proprio pubblico, passando per la necessità di avvicinare tanti giovani all’attività sportiva e ai valori di integrazione, comunità e rispetto che la caratterizzano, fino alla necessità di lanciare un messaggio importante di sensibilizzazione agli appassionati. Gli sportivi, come i musicisti, in quanto idoli dei più giovani, sono ottimi “testimonial” in questo senso, o “influencer” per dirla con il linguaggio di oggi e possono riuscire a piantare e far attecchire a dovere il seme della sostenibilità nelle generazioni più giovani. Fare sentire ad ogni singolo partecipante all’evento sportivo che il proprio contributo è importante ai fini del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità che la società si è data è un ottimo inizio. Inoltre, la reputazione positiva che la ISO 20121 conferisce, può facilitare l’avvicinamento di grossi investitori, sempre alla ricerca di progetti di CSR pieni di valore da sostenere e desiderosi di legare il proprio nome a realtà che hanno dimostrato tramite la certificazione di essere virtuose e impegnate nella sostenibilità e di essere in un certo senso direttamente proiettate nel futuro (per esempio, ai tempi delle Olimpiadi 2012 una famosa bibita sostenne direttamente lo sviluppo tecnico per l’implementazione dello standard ISO 20121 nei Giochi).