PSM MEDIA: INTERVISTA A CLAUDIO DONATELLI

Intervista a Claudio Donatelli: Fitness & Athletic Coach Qatar Sports Club!

Ripercorrendo la tua carriera notiamo una particolare flessibilità e capacità di adattamento a discipline sportive diverse: calcio, atletica leggera e judo. Qual’è la tua filosofia di lavoro e quale il determinatore comune?

Il filo che unisce tutte le esperienze che hai citato è l’amore per lo sport praticato per raggiungere un obiettivo, un traguardo sportivo, quindi l’allenamento come mezzo determinante per il miglioramento delle proprie capacità psico-fisiche. La pratica quotidiana e l’ossessione della perfezione sono gli elementi vincenti in tutti gli sport.

Hai avuto esperienze in Italia come all’estero. Il confronto internazionale ti avrà sicuramente arricchito in termini di concetti e metodi di allenamento: quanto ha inciso nel tuo bagaglio professionale la possibilità di misurarti in campionati esteri?

Il lavorare all’estero mi ha completato. La scuola Italiana è forse la migliore nel mio ambito, ma lavorare con atleti che hanno un altro vissuto motorio, mi ha obbligato a cercare strade diverse, quindi ho dovuto imparare un linguaggio differente, studiare un nuovo vocabolario motorio. Ovviamente non sempre ci si riesce, ci serve molta umiltà e flessibilità.

Swindon Town e Sunderland: quali differenze hai notato in termini di preparazione atletica rispetto all’Italia?

Beh senza andare troppo nello specifico, potrei dirti che da quelle parti non si fa troppa filosofia, come siamo abituati in Italia. Si va subito al sodo. Altra questione importante è il tipo di calcio che tendono a giocare, molto intenso e veloce, pertanto è necessario aiutarli a mantenere quegli standard e a proteggerli da infortuni.

Oggi ti trovi a Doha come Responsabile della Preparazione atletica del Qatars Sport Club: altro Paese, altre differenze: come valuti questa esperienza?

Incredibilmente bella. La sfida iniziale era quella di essere accettato da un contesto che per tradizione, cultura, abitudini non è molto affine al sacrificio. allo stress fisico, non amano sentirsi affaticati. Dopo pochi mesi di lavoro quasi la totalità dei calciatori oggi si esercita con grande applicazione, è abituale a svolgere sedute extra in palestra per la prevenzione infortuni, i giovani hanno imparato a svolgere attività con i pesi molto importanti per il futuro. Insomma un altro importante libro da mettere in valigia. Grazie per lo spazio che mi avete dedicato e un grande in bocca al lupo per le vostre tante attività!

Per concludere, sei autore del libro “Il Movimento Specifico Funzionale per il Calcio” (Calzetti & Mariucci Editore): quali tematiche vai ad affrontare e qual’è il fulcro del lavoro?

Sono partito dal principio che ogni calciatore in media entra a contatto con la palla per circa 3 minuti in tutta la gara. Per il restante tempo cosa fa? Quindi nel libro cerco di spiegare come e perchè è importante allenare gli spostamenti specifici del calciatore. Proprio nell’ultimo anno sono usciti molti articoli scientifici che sollecitano i tecnici a migliorare la tecnica di spostamento, cioè a proporre un allenamento Funzionale.