“PL COMMUNITIES”: il progetto di Responsabilità Sociale della Premier League

Oltre a dirigere ed ispirare i programmi dei suoi Club, la Premier League è impegnata con un suo progetto di responsabilità sociale. Un contributo sensazionale e ad ampio raggio, supportato da numeri davvero inimmaginabili ed un ritorno incredibile. A dimostrazione che il connubio calcio-CSR rappresenta un tassello indispensabile nello sport industry moderno. Premier League Communities è l’iniziativa di responsabilità socialedel massimo campionato professionistico inglese di calcio che si occupa dei territori e dei progetti ad essi dedicati. Il football, e l’impatto che questo mondo ha sulle persone viene sfruttato per ‘ispirare, creare ambizione, connettere e offrire a chiunque un’opportunità’ per dirla con le loro stesse parole. La rete è davvero molto ampia. Ad oggi, infatti, coinvolge tutti e 20 i club di Premier, più molte società delle serie minori che hanno deciso di aderire alle numerose iniziative. La presenza nella community, ancora una volta, si dimostra come soluzione indispensabile.

PL COMMUNITIES: MISSION E OBIETTIVI

L’iniziativa ‘Premier League Communities’ si sviluppa, come detto, intorno all’idea di ispirare la gente, con un occhio di riguardo alle future generazioni. Questo attraverso due obiettivi sostanziali: partecipazione e alla creazione di esperienze positive nella comunità. Da un punto di vista operativo, sono quattro i principi fondamentali.

Innanzitutto, sfruttare l’effetto calamita del calcio per aiutare i giovani ad autorealizzarsi e dare sfogo al loro potenziale. Generare quindi opportunità, sapendo creare al contempo quel clima positivo che le più recenti teorie associano all’apprendimento. E questo, con un occhio di riguardo alle persone, al loro vissuto, ai loto interessi, bisogni e possibilità. Secondo, coltivare l’ambizione dei giovani nelle comunità e nelle scuole. Sono quelli, e amiamo ripeterlo, su cui il calcio ha il maggior appeal, più di chiunque altro. Che quindi viene vissuto con entusiasmo, come esperienza di gioia e divertimento. Con tutti i vantaggi che questo può comportare. C’è poi il supporto all’educazione delle nuove generazioni dentro e fuori dal campo. Da una parte, l’insegnamento del gioco e delle sue basi. Queste, strumenti necessari a creare le condizioni per garantire partecipazione, peraltro di qualità, aspetto che porta con sé un certo grado di importanza sociale. Ma c’è anche la formazione che riguarda abilità extra campo, basilari per essere dei buoni cittadini. Il calcio, nuovamente, è usato come mezzo per raggiungere quei gruppi generalmente tagliati fuori.

Infine, investire in strutture rigenerando le aree più degradate.D’altronde come, se non con la costruzione di nuovi campetti e strutture dedicate, si può incentivare la tanto ricercata partecipazione?

I PROGRAMMI

Quelli che seguono sono i programmi e i progetti parte dell’iniziativa Premier League Communities in toto.Una breve carrellata, giusto un assaggio. Vale la pena, infatti, approfondirli e conoscerli in dettaglio (e ci sarà tempo e spazio nei prossimi appuntamenti).

Kicks| Destinato ai giovani di aree considerate altamente bisognose, in cui prevalgono difficoltà di ogni genere. Itemi principali sono quelli dell’inclusionee della riduzione dei comportamenti antisociali.

Girls| Promuovere la partecipazione femminile al gioco, in ogni sua forma. Da quello giocato, con un percorso che includa scuole e club (per ogni età). A quello a bordo campo, che faciliti l’accesso del gentil sesso al mondo dell’allenamento, della formazione e della promozione sportiva.

Primary Stars| Formazione a 360° nella scuola primaria. Un percorso per studenti, ma anche insegnanti.Un curriculum educativovastissimo, con tematiche sia calcistiche che extra.

Work and Enterprise| Opportunità di formazione professionale per i giovani cosiddetti NEET. A coloro che non sono coinvolti in studio o lavoro viene data l’opportunità di rientrare nel sistema, acquisendo le necessarie competenze.

Disability| Vasto programma dedicato allosport delle persone con disabilità. Coinvolgimento sociale e partecipazione, abbattendo ogni tipo di barriera che possa prevenire l’accesso alla pratica sportiva.

Skills| Progetto d’esportazione. In collaborazione con il British Council, vengono offertisupporto e formazione in località con particolare bisogno in giro per il mondo. L’appeal per il calcio e il brand che si rappresenta vengono sfruttati per coinvolgere e creare comunità in vari angoli del globo, specialmente quelli in via di sviluppo. I formatori e gli operatori del settore ricevono corsi specifici per migliorare le competenze in materia, mentre le persone fatte partecipare alle attività.

Funding| Fondo gestito con altri enti, e destinato alla riqualificazione di impianti locali. I campetti di quartieri, popolati da decine e decine di appassionati ogni settimana, vengono rassettati dovere permettendone un utilizzo maggiore e migliore. Perché? Più partecipazione.

Stadia Improvement| Contributi destinati al miglioramento della qualità degli stadi delle serie professionistiche e non. Nuove tribune, accesso disabili, spogliatoio, e molto altro. Tutto quello che possa migliorare l’esperienza delle persone che partecipano all’evento.

PAROLA AI NUMERI

Spesso i numeri lasciano il tempo che trovano. Ma mai come in questo caso danno la dimensione di quello che è l’iniziativa Premier League Communities. Un vero e punto di riferimento per le comunità locali (e non). Una presenza sociale determinante ed efficace, che in parte contribuisce a giustificare il credo diffuso della “Premier come campionato più bello del mondo”. Partiamo allora dai numeri riportati nell’immagine sotto, relativi alla stagione 2016/2017. Più di 150 i Club supportati nei loro progetti destinati al territorio. Con oltre mezzo milione di partecipanti ogni anno, niente male.

Ma possiamo (anzi dobbiamo) continuare. Secondo l’ultimo rapporto ‘This is Premier League’ relativo alla stagione 2018/2019 da poco conclusa, sono 101 i club professionistici che hanno all’attivo il progetto Primary Stars, con più di16,400 scuole elementari coinvolte fino ad ora nel progetto, praticamente il 70% degli istituti in Inghilterra. Ci sono poi le 69 società coinvolte nel progetto Kicks, con oltre 250,000 ragazzi coinvolti ad oggi.Potremmo poi parlare degli oltre 700 campi che hanno ripreso vita grazie al progetto Funding. Infine, come non citare le migliaia dipartecipanti che dal 2016 prendono parte alle varie sessioni dell’iniziativa Disability, di cui più di 12,000 solo nel 2018/2019.

E pare proprio che non ci sia voglia di accontentarsi… Far parte di questo mondo mi ha dato la possibilità di vedere, capire, scoprire. E confermare che i progetti sono in continua evoluzione, spingendo le iniziative verso mete a volte inimmaginabili. Meglio per noi, perché tante altre belle storie possono essere raccontate…

Stefano D’Errico, Community Coach Leader at Arsenal FC