LONTANO DALLA MEDIA. PORTATORE SANO DI UNA PROSPETTIVA GRAFICA GENERALMENTE DIVERSA. EMPATIA + CREATIVITA’: RAIMONDO GIULIANI CI OFFRE LA SUA VISIONE DEL MONDO DELLA GRAFICA APPLICATA ALLO SPORT

Questo blog è nato per fare informazione, in parte (senza nessuna forma di presunzione) anche formazione. Come? Semplicemente raccontando la vita, il punto di vista, i casi di studio di chi in diversi modi, forme e strategie lavora nel mondo dello sport, della comunicazione e di tutto ciò che ci può interessare. Inoltre, il blog della PSM Sport è stato creato per raccontare da vicino il nostro mondo e anche alcuni giorni, momenti, persone che nel nostro vivere quotidiano e professionale ci hanno particolarmente colpito. Abbiamo quindi deciso di intervistare Raimondo “Ray” Giuliani di Officine 06 “semplicemente” perché nel nostro incontro di lavoro ci ha letteralmente rapiti: la velocità di esecuzione e l’empatia; la capacità in pochissimo tempo di trasferire le nostre parole in un concetto grafico perfetto; l’insolito e splendido ufficio; i dettagli e il cane che gironzolava mentre tutti erano al lavoro; la professionalità dimostrata. Beh, appena usciti dal suo studio abbiamo pensato che poteva sicuramente essere per noi e per tutti una intervista interessante e un profilo interessante, per consegnarci la sua prospettiva da un punto di vista di grafica applicata allo sport. Buona Lettura! 

Ciao Ray, intanto raccontaci chi sei, come ti sei formato e soprattutto perchè hai deciso di lavorare nel mondo della grafica! Ciao! Allora molto semplice:sono Raimondo Giuliani, Ray per gli amici, 33 anni, una compagna, un cane e una grande passione per le arti visive in genere.Dopo gli studi classici mi sono diplomato in grafica presso l’Istituto Europeo di Design di Roma nel 2005; dal 2009 sono art director presso l’agenzia di comunicazione Officine 06: un network di giovani professionisti specializzati nei diversi campi della comunicazione visiva. Curiamo l’immagine del cliente in ogni suo aspetto, dalla progettazione allo sviluppo del prodotto finito attraverso la creazione di marchi e logotipi, siti internet, app, video e la progettazione grafica d’identità sociali, pubblicazioni periodiche, e stampati di ogni genere. Dal 2012, con grande orgoglio, sono tornato in veste di docente nel luogo dove ho iniziato ad appassionarmi e formarmi a questa meravigliosa materia: la grafica.

Ray

Abbiamo visitato il sito di Officine 06, l’Agenzia che hai immaginato, definito, fondato e sviluppato. In particolare, ciha colpito la sezione “About”: si parla di PRIMO INCONTRO, LA SOMMA FA IL TOTALE E NESSUN FILTRO. Qual’è la tua visione da un punto di vista creativo e lavorativo? Ti ringrazio, la volontà di fondo è distinguerci, cercare di raggiungere un risultato per ogni progetto che affrontiamo che appaghi non solo il cliente ma anche noi.  Siamo sinceri: non ci piacciono le soluzioni “chiavi in mano”. A noi piace costruire i progetti ad hoc in base alle esigenze, alle tasche e agli obiettivi dei nostri clienti. Siamo un gruppo che lavora insieme, condividendo la musica, il silenzio, le perplessità, le idee geniali e pure quelle stupide. Più teste, una sola squadra.

Da sempre siamo interessati e incuriositi dalle iniziative di graphic design in ambito sportivo. Conoscendo la tua passione per il basket ne approfittiamo e ti chiediamo: pensando alle Società di Basket professionistiche, quali sono i tuoi loghi preferiti? Quelli più belli da un punto di vista grafico, quelli divertenti, quelli che ti trasmettono emozione! Potrei tediare i vostri lettori all’ infinito discorrendo del mix, per me letale, grafica/pallacanestro. Per vostra fortuna,mi limiterò a raccontarvi di un recente, a mio parere ben riuscito, restyling del logo di una delle storiche franchigie della NBA, la lega professionistica americana di basket, i Minnesota Timberwolves. “Con fiera determinazione difenderemo, e divoreremo i nostri avversari. Saremo più intelligenti. Saremo più forti. Saremo tutti insieme. Noi saremo… un branco” Da questo mission statement Rodney Richardson, il titolare dell’agenzia che si è occupata del restyling, ha preso ispirazione: il nuovo lupo prende le distanze dal suo attuale alter ego “versione fumetto” e si ri-avvicina molto a quello originale a cui larga parte della tifoseria è ancora affezionata, con dei distinguo importanti: nella nuova versione ulula, quasi a dimostrare la sua fame di successi e metaforicamente di avversari, in contrapposizione all’ atteggiamento docile del suo precursore considerato spesso troppo “carino”. Nel suo complesso il nuovo logo risulta austero, pulito, aggressivo e dal forte impatto ma non “esagerato” come l’attuale, quanto ai colori, resta il verde del vecchio logo rivisitato in chiave “acida” ed utilizzato per far risaltare la stella del Nord, simbolo ed orgoglio dello stato del Minnesota, il blu che viene affiancato da una variazione più scura, il bianco e grigio freddo. Credo questo sia un esempio di progetto di restyling ben eseguito, che nasce da esigenze precise, evidenziate in fase di brief, tradotte sapientemente in un visual accattivante, in linea con la tradizione ma rivolto al futuro.

visual-TWolves-logo-evolution

Entrando nello specifico del tuo lavoro, se un cliente di una Società Sportiva dovesse chiederti la creazione di uno stemma da zero: da cosa partiresti? Su quali elementi ti andresti a concentrare? In questo caso risponderti in modo puntuale negherebbe una delle mie convinzioni professionali: ogni progetto, ogni cliente, ogni richiesta ha una sua precisa identità e conseguentemente è difficile standardizzare un approccio; ciò detto è vero anche che ci sono delle caratteristiche comuni alla maggior parte degli sport e sicuramente sono aspetti imprescindibili per la creazione di un logo in questi contesti, su tutti uno: il dinamismo. Credo che trasferire all’ utenza finale una sensazione di movimento, di vitalità, di energia sia uno dei ragionamenti di base da cui partire: banalmente per spiegarmi meglio, l’utilizzo di un carattere corsivo (inclinato) visivamente allontana dalla staticità tipica di altri font. Mi soffermerei poi su una serie di caratteristiche (indoor/outdoor, sport individuali/sport di squadra, ecc.) per definire le linee guida del segno e i colori da utilizzare. Ci sono poi una serie di “good practice” applicabili, come quella di accostare alla squadra/società la figura di un animale con caratteristiche vicine a quelle che si cerca di trasmettere o legato storicamente al territorio (la lupa capitolina ad esempio).

Officine06-theStudio

Per concludere, occupandoci di Social Network, oggi spesso si va alla ricerca di una immagine coordinata online e offline, i social e il loro utilizzo come hanno cambiato il mondo della grafica? In positivo o in negativo? Credo semplicemente che l’avvento dell’era “social” abbia ampliato la visibilità di una serie di contenuti (dei quali spesso la grafica è una componente importante) che in precedenza vivevano in spazi dedicati con un impatto minore di quello attuale. Una conseguenza dell’accessibilità dello strumento di divulgazione è sicuramente la presenza di tantissimo materiale amatoriale dove la grafica è spesso trascurata, talvolta inesistente; ma non credo questo abbia effetti specifici sulla materia, semplicemente, come è sempre stato, continuano ad esistere progetti buoni e progetti che lo sono meno, contenuti visivi ben articolati e gestiti a fronte di altri poco curati.