11224360_820021744779345_8810323847987969006_n

INTERVISTA A VALERIO D’EPIFANIO: UN CONFRONTO SUL TEMA DEI SOCIAL NETWORK APPLICATI ALLO SPORT

“Più elaborati sono i nostri mezzi di comunicazione, meno comunichiamo.” Siamo partiti da un aforisma di Joseph Priestley, chimico e filosofo inglese vissuto nella seconda metà del 1700. Per noi i Social Network sono strumenti immediati, facili da utilizzare, potremmo definirli istantanei. Sicuramente è una tipologia di comunicazione diretta, con un bacino d’utenza più o meno ampio, con una potenza però illimitata. Questi sono aspetti positivi o negativi? Spesso la semplicità di utilizzo nasconde particolari rischi. Dal nostro punto di vista i Social sono tanto facili da usare quanto complessi nell’utilizzo, in particolare se parliamo di pagine ufficiali, personaggi pubblici, organizzazioni ed istituzioni. Facile è scrivere ed inviare. Difficile, invece, è pianificare, aggiornare in modo efficace, direzionare i propri messaggi, coinvolgere ed informare. Dietro il nostro lavoro c’è uno studio e una pianificazione di contenuti ed effetti.  La Project SPORT Management ha intervistato sul tema un giovane professionista del mondo della comunicazione applicata allo sport e non solo. Abbiamo avuto il piacere di ascoltare e raccogliere i pensieri e le sensazioni di Valerio D’Epifanio. Intelligente ed interessante il passaggio da ufficio stampa tradizionale al social networking. Un focus che si è trasformato in un confronto dal qualche abbiamo tratto importanti spunti sul mondo social e sportivo. 
IMG_9132
Detto e ridetto, siamo nell’era dei Social Network. Qual’è oggi la forza di questi strumenti e quale l’applicazione nel mondo sportivo secondo la tua prospettiva? Io sono giornalista sportivo da circa 10 anni e, a quasi 31 anni, credo che la parabola di crescita dei Social, Facebook su tutti, sia assolutamente incredibile. E’ sufficiente consultare in modo approfondito le percentuali positive che si stanno avendo negli ultimi anni per capire come l’intera popolazione sia stata letteralmente travolta dalla tecnologia. Il potenziale è illimitato e le prospettive sono infinite considerando che tutti, dalla grande alla piccola azienda, dovranno adeguarsi a questo nuovo modo di comunicare e di pubblicizzarsi. Molti lo stanno capendo in tempo, altri continuano a rifiutarsi di “adeguarsi ai tempi”, altri ancora preferiscono utilizzare i social a livello familiare o sporadicamente senza capire che, nel 2017, la prima immagine che si ha rispetto al mondo esterno è rappresentata, in primis, dalla propria pagina Facebook professionale/aziendale e dal proprio sito ufficiale. In ambito sportivo ad alti livelli oltre a Facebook ed Instagram è utilizzato anche Twitter che resta comunque un canale social con diverse limitazioni a mio avviso. 
 
Lo sport è un mondo fatto di emozioni, di sentimenti e di valori profondi al di là poi del business e degli interessi. In fondo, rimane un gioco. I milioni di tifosi e appassionati in qualche modo custodiscono e preservano la parte più pura. Da esperto del settore qual’è oggi l’interazione tra club e tifosi? Quali sono i vantaggi e rischi di comunicare sugli account ufficiali? La domanda è molto pertinente e mi permette di spiegare un concetto fondamentale: sono tante le realtà che sottovalutano in modo molto pericoloso l’utilizzo dei Social Network ma credo che saper gestire e comunicare attraverso l’account ufficiale di un club sia un’attività molto delicata, importante e complessa. Purtroppo sul web, ed ora anche sui Social, siamo pieni di persone con cui è difficile interagire perché reputano questo mondo come uno sfogo personale dai problemi quotidiani e non controllano modi, toni e linguaggio. Le società, specialmente quelle professionistiche, devono quindi saper trattare gli argomenti in modo intelligente ed evitare di “provocare” i propri tifosi. Mi è capitato più di una volta, senza voler fare necessariamente esempi specifici, di trovare sondaggi, iniziative e foto pubblicizzate in momenti particolarmente delicati per il club, con calciatori magari sotto la lente d’ingrandimento della critica di opinione pubblica e tifosi, dopo sconfitte difficili da digerire. Sintetizzando credo che le tempistiche, a volte, possano rivelarsi fondamentali e in alcuni contesti è fondamentale valutare a 360° i rischi che si corrono nell’utilizzare gli account ufficiali. I vantaggi, onestamente, credo siano molteplici perché ad oggi poter raccontare e pubblicizzare la vita di un club dalla prima squadra fino alla scuola calcio permette di far conoscere a tutto il mondo esterno aneddoti, curiosità, retroscena e sfumature di tante situazioni che altrimenti nessuno potrebbe sapere. 
 
Vogliamo conoscerti meglio da un punto di vista professionale. Quali sono state le tue esperienze sino ad oggi? Come accennavo inizialmente ho 31 anni, da circa 10 anni sono giornalista sportivo e nel 2009 ho preso il tesserino di giornalista pubblicista. In questi anni ho deciso di conoscere tutti gli ambiti del giornalismo sportivo per capire pregi e difetti di ogni campo di questo mestiere. Dal 2006 ad oggi ho fatto esperienza in realtà legate alla TV (Sky Sport 24, Diretta Gol Serie B, Rete Oro, Lega Pro Channel, Ies Tv, Super 3), Radio (Radio Incontro e Nuova Spazio Radio), Carta Stampata (Infopress su Corriere dello Sport e Sportlocale), Web (Sportinoro, Excite Italia, Calciomercato.it, Romatoday,Calciomercatonews.com) ed Ufficio Stampa (Lupa Roma FC). Dopo aver lasciato a fine ottobre 2016 il ruolo di responsabile comunicazione della Lupa Roma ho deciso, dopo 3 anni e mezzo di ufficio stampa, di cominciare un master alla Luiss, che terminerò tra meno di un mese a giugno, in “Digital Marketing & Social Media Communication”. A dicembre 2016 poi ho capito che avrei dovuto iniziare un nuovo percorso, da social media manager, legando le esperienze che ho fatto negli anni di gestione di pagine social, realizzazione di interviste video e foto, inserimento di notizie su siti web e ho deciso di mettermi in proprio svolgendo personalmente tutte queste attività per ogni singolo cliente. Nel giro di pochissimi mesi ho capito che quello che avevo seminato nel corso degli anni poteva portare ad un raccolto importante e, ad oggi, ho attive 8 collaborazioni tra allenatori (Gaetano D’Agostino e Agenore Maurizi), centri sportivi (Ulivi Village e Parco De’ Medici Sporting Club), organizzazioni di tornei (Generazione Calcetto e Torneo Pezzana), un ristorante (Ristorante Sapori&Sorrisi) e una testata giornalistica (Gazzetta Regionale) che mi permette di continuare a svolgere anche l’attività di giornalista sportivo essendo responsabile della Serie D sul giornale cartaceo (in edicola ogni lunedì) e sul sito web www.gazzettaregionale.it.   
14963292_1093604847421032_4662832425743487834_n
Tra le varie attività che svolgi attualmente c’è anche la gestione dell’immagine del tecnico ed ex Calciatore Gaetano D’Agostino. Come nasce questa collaborazione e sopratutto come hai pianificato l’area comunicazione? Quando si gestisce l’immagine di uno sportivo, quali sono gli obiettivi perseguiti? Gaetano D’Agostino l’ho conosciuto nell’esperienza comune che abbiamo avuto nella Lupa Roma: lui ha chiuso la sua prestigiosa carriera di calcio giocato in Lega Pro con la società capitolina, mentre io, come detto, ero responsabile comunicazione. Fin da subito abbiamo stretto un rapporto di amicizia e stima reciproca continuata poi anche successivamente e, una volta iniziato questo nuovo percorso, è stato tra i primi a credere nel sottoscritto aprendo una sua pagina Facebook ed Instagram ufficiale, un canale YouTube e il suo sito ufficiale www.gaetanodagostino.it. Nella gestione dei canali ufficiali di uno sportivo è fondamentale avere fiducia reciproca perché non esistono, a mio avviso, piani programmati mensilmente o annualmente. In questo mestiere è fondamentale saper essere creativi, organizzati e flessibili. Ci sono molte agenzie di comunicazione, ad esempio, che hanno costi molto alti di creazione e di gestione con importanti limitazioni a livello di numero di post mensili e di disponibilità oraria. L’obiettivo quindi è quello di riuscire ad offrire la massima qualità al costo giusto puntando molto sulla crescita dell’interazione degli utenti che permette, specialmente in casi come quello di Gaetano D’Agostino che ha avuto un importantissimo passato da calciatore, di avere poi un importante seguito di tifosi, addetti ai lavori e appassionati di calcio che possano riconoscere in lui un’immagine positiva nelle varie attività e nelle comunicazioni quasi quotidiane che concordiamo. 
 
Assodato il consolidamento di Facebook. Cosa pensi dell’ascesa di Instagram? Solo moda o dietro c’è altro? Dal nostro punto di vista crediamo che sia un eccezionale strumento di comunicazione sopratutto per il mondo sportivo. Cosa ne pensi? Sono perfettamente d’accordo con voi perché subito dietro Facebook posiziono proprio Instagram, piuttosto che Twitter. Poter condividere quotidianamente immagini, video e momenti di vita di una persona, di un’azienda, di una società o di un club credo sia molto importante perché anche la rapida ascesa di questo Social Network permette di capire come la gente apprezzi questa forma di comunicazione.
 
Per concludere, c’è un club o un professionista del settore sportivo di cui apprezzi lo stile di comunicazione social? Un professionista che ho sempre stimato già da calciatore e che continuo a seguire con piacere anche nelle sue comunicazioni social è Javier Zanetti che, da sempre, ha costruito un’immagine pulita, positiva e rispettosa di tutto e tutti. Sono convinto che sia un esempio da seguire per tutti considerando che la sua pacatezza e moderazione fanno bene sia allo sport che al mondo dei social dove, troppo spesso, siamo costretti a vedere insulti e sfoghi di ogni genere. Concludo ringraziandovi dello spazio che mi avete messo a disposizione e vi faccio un grande in bocca al lupo per il futuro.