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GERMANO MILITE: SOLUZIONI E PROPOSTE PER AGGIRARE IL SOVRACCARICO INFORMATIVO E DISTINGUERSI DALLA MASSA

Se dovessimo definire oggi la situazione o meglio l’evoluzione dei Social Media con una parola, un concetto: quale utilizzeresti e perché? Parlerei di uno spostamento sempre più necessario della qualità dei contenuti prodotti. Oramai esiste da tempo un sovraccarico informativo, che per giunta cresce costantemente e rapidamente. In un certo senso, internet sta somigliando sempre più ai vecchi medium: ottenere visibilità è sempre più difficile, perché sempre più difficile è ottenere l’attenzione delle persone, tra l’altro sempre più veloci (frettolose?) nel decidere se scartare o meno un contenuto. Abbiamo una manciata di secondi per catturare l’attenzione dell’utente e farlo diventa sempre più difficile. Credo quindi che, in realtà, questa e quella seguente saranno le epoche dove la creatività e la conoscenza approfondita del neuro-marketing avranno un ruolo cruciale.

germano milite

Si parla spesso di trend e di sviluppo di una piattaforma piuttosto che di un’altra: oggi quali sono i Social con un trend positivo e quali in negativo?  Partiamo dai “morti”: Google + (in realtà mai nato sul serio, almeno in Italia).  Snapchat, che negli USA è riuscito a sopravvivere al plagio che Facebook ha operato con le Stories su Instagram, ma qui sembra essere destinato a sparire o comunque a non raggiungere mai certe diffusioni. Down anche per Twitter, ma oramai questa non è una novità. Gode di ottima salute Facebook, che perdendo non poco appeal tra i giovanissimi (rimasti comunque nella rete di Instagram e WhatsApp), ha a mio avviso, fatto un altro passo importante sul fronte del Business ed in particolare del B2B: oggi è il miglior social possibile ed in certi casi la migliore piattaforma adv in assoluto per chi vuole vendere prodotti e servizi al target 25-45, ergo quello che spende più spesso e di più. Poi Linkedin, divenuto anch’esso fenomeno di massa, con tutti i relativi aspetti negativi e positivi. Continua però ad avere un’assistenza tecnica praticamente nulla e lo sconsiglio al di là di azioni di personal branding, recruiting e brand awareness. Non mi esprimo su Pinterest, che non mi ha mai appassionato.

Raccontaci un po’ il tuo percorso e quello che fai oggi: in cosa sei specializzato? Ho creato il primo sito a 12 anni (era la fine del 1999), con Flashe Front Page 2000, pubblicando tra xommer e supereva (quanti ricordi “vintage”). Da sempre appassionato di comunicazione online, sono diventato giornalista professionista nel 2010, dopo aver lavorato per una nota televisione campana ed aver imparato anche a girare e montare video professionali. Finita quella parentesi, ho lanciato un progetto editoriale online tutto mio, YOUng, che sto per rilanciare dopo modifica del business model, l’aumento del capitale sociale e il nuovo inserto tematico che sarà leggibile solo a pagamento (sempre online, naturalmente). Negli ultimi anni ho lavorato come consulente freelance per realtà italiane ed internazionali, specializzandomi in Brand e Digital Management. Da quasi due anni lavoro come Brand e Digital Manager di INSEM SPA, una bella e grande realtà campana per la quale curo progetti con budget e potenziali elevati. Ho anche diverse esperienze come docente e formatore, presso scuole, università (anche in Brasile), enti e sindacati, sempre su temi legati alla comunicazione online ed al social recruiting.

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Sei relatore in diversi corsi: cosa suggerisci ai tuoi allievi in termini di social media management? Quale può essere una strategia vincente? Il social media management significa, “fuffa” e vanity metrics a parte, aiutare le aziende a raggiungere sia i clienti già acquisiti che quelli potenziali. In termini ancora più “brutali”: aumentare il fatturato in un determinato tempo. Naturalmente esistono (e devono assolutamente esistere) strategie di Brand Awareness, cruciali soprattutto per le aziende che non hanno una presenza web degna di tale nome, che non portano né devono portare fatturato nel breve termine, ma fungere da “spinta” per generare, in un secondo momento, più vendite. Altra cosa: il business online deve essere sempre multicanale, per avere successo. Non si fa “a costo zero” (né su Facebook, né altrove) e deve prevedere sempre l’utilizzo di strategie integrate tra diverse fonti ed azioni (Adwords, Posizionamento SEO, Content Marketing, Social Adv, Mail Marketing ecc). Ricordare ad ogni cliente che postare foto sulle pagine Fan di Facebook e sui profili Instagram non serve a molto se non c’è del budget per acquistare ciò che un tempo veniva concessa gratuitamente ed oggi è sempre più cara (vedi prima domanda) per vari motivi.

Per concludere: oggi un punto focale per ogni azienda è la gestione della propria community online. Come si alimenta, come si fidelizza, come si entusiasmano gli utenti online? Rischio di essere ripetitivo, ma ribadisco: prima di tutto allocando il giusto budget alle campagne promozionali che non fanno affidamento ai soli contenuti “virali” ed alla search organica ed aiutano a raggiungere il giusto target. Fatta questa premessa fondamentale, dobbiamo considerare che prima di tutto occorre essere rapidi e professionali nelle risposte fornite, usare chi espone critiche educate e ben argomentate per aumentare la propria reputazione (guai ad ignorarle o peggio censurarle) e bannare chiunque sia invece dedito al mero sfogo delle proprie frustrazioni irrisolte. Gestire significa principalmente interagire, fare domande ed offrire risposte in tempi rapidi. Ho clienti che fatturano decine di migliaia di euro, vendendo prodotti tramite Facebook Messenger, perché rispondono ad ogni singolo commento o messaggio privato quasi in tempo reale. Il resto, lo fanno cose come la creatività, l’anticonformismo e tutta una serie di doti che sfortunatamente non si insegnano in nessuna Università: o le hai, o ti affidi a chi le possiede.