E’ una questione di ignoranza anche nel settore marketing: intervista ai Fondatori di Marketing Ignorante!

Li abbiamo “corteggiati”, inseguiti e aspettati, ma ci tenevamo troppo ad intervistarli e soprattutto a conoscerli. Siamo rimasti colpiti dal progetto, a partire dal nome e dallo stile della loro comunicazione. Un esempio di community ignorante che va seguita e approfondita. Hanno creato qualcosa che nel mondo del marketing italiano mancava, non c’era ed oggi non è solo una pagina che con ironia tratta il tema ma una vera e propria comunità dove studenti, esperti e appassionati, discutono e riflettono sulle nuove prospettive del marketing.

Per ogni domanda una risposta unica (a parte la premessa sulla fondazione della fanpage) che contiene il pensiero di entrambi: Steven Lo Presti e Andrea Dibitonto, i fondatori di “Marketing Ignorante”. Per noi idoli indiscussi e creatori di un progetto di comunicazione unico!

 

Domanda banale ma essezionale: come e perché è nata l’idea di creare inizialmente questa pagina? Ciao ragazzi di Project Sport Management e grazie per averci invitati a rilasciare questa intervista. Bella domanda, si parte in quarta! Marketing Ignorante nasce inizialmente come pagina Facebook nella seconda metà di Febbraio del 2017 principalmente per due motivi: passione ed esigenza. Intervengo io (Steven) per spiegarvi meglio come è nata la pagina che poi con il subentrare di Andrea abbiamo potenziato.

Ho iniziato ad affacciarmi al mondo del Marketing ormai 4 anni fa quando mio fratello cercava una figura per spingere il suo progetto (un marketplace su cui comprare e vendere carte collezionabili Magic: The Gathering). Lui e il suo socio non sapevano neanche cosa fossero i Social Network quindi ho deciso di gestire io la loro pagina Facebook previa formazione amatoriale. Il progetto fu poi alienato a terzi, ma la mia passione per la materia non si è affievolita, anzi! Ho continuato a formarmi fino a farne il mio lavoro. Inoltre, mi posiziono nella categoria dei Nerd. Ho bisogno di chiudermi su qualcosa di mio, qualcosa che tenga la mia mente occupata. Unendo le due cose, passione e bisogno di tirar su un progetto personale, ecco che affiora Marketing Ignorante!

Pensavate di ottenere tutto questo “successo” e sopratutto sapete spiegarmi perchè? Da bravo Marketer (la parola sempre a Steven)  ammetto di aver fatto i miei calcoli prima di dar vita al progetto. Ho analizzato il mercato e notato non ci fossero pagine che proponessero quei contenuti con quel tipo di “tone of voice”.  La piattaforma scelta, Facebook, è un mezzo di comunicazione tanto potente quanto ormai saturo. È piuttosto difficile da scalare ma con dedizione, una spesa minima in advertising, creatività e tanta costanza, sono riuscito a farla risaltare. Da 0 a 6k mi piace (in target) in due mesi con soli 30 euro di budget.  Da quel momento ho capito che era giunta l’ora di cercare un partner, qualcuno di affidabile che potesse aiutarmi a far crescere il progetto. Ho cercato qualcuno che avesse le competenze giuste e ho contattato Andrea, un amico di vecchia data che si stava formando sul digital marketing. Oggi, a distanza di mesi, è diventato un fratello acquisito.

Perché il progetto ha successo? A nostro parere è innovativo, raccorda un target specifico (studenti universitari di marketing) in una community in cui confrontarsi, criticare o esaltare azioni dimarketing di grandi aziende e costruirsi un proprio personal brand. Questo mancava e prontamente siamo riusciti a colmare il vuoto!

Ironia e contenuti, stranezze e casi di studio importanti. Quale sono le notizie che ritenete all’altezza e in tema con Marketing Ignorante? Dovreste vedere i desktop dei nostri portatili: immagini, video, frasi. Alcune sono li da mesi in attesa del momento giusto per essere postate, altre sono assolutamente da scartare, ma ci siamo ormai affezionati. Con il tempo abbiam capito cosa piace alla nostra audience e in che modo vuole consumare il contenuto.  In linea di massima cerchiamo contenuti creativi, azioni di marketing non convenzionali che riescano a sorprendere l’utenza, insomma qualcosa che possa in qualche modo rallegrare la giornata delle persone e allo stesso tempo dar spunto o essere informativa.

In una prospettiva ignorante, quali sono le tre aziende che più vi hanno impressionato?  Consideriamo le campagne social, marketing, per intuizione e ignoranza appunto. IKEA al primo posto. Coniuga eleganza (nonostante il prodotto non sia di qualità elevatissima), umorismo e funzionalità in maniera unica.  Medaglia d’argento per Amazon. Sui social niente di memorabile, ma sposiamo pienamente la loro filosofia customer-centric e il loro marketing tradizionale. Sul gradino più basso del podio Ferrari, giusto per essere un minimo patriottici. Se considerate che l’azienda del cavallino fattura più con il merchandising che vendendo automobili potete rendervi conto di quanto abbia lavorato bene per posizionarsi nella mente delle persone. Ferrari vende un sogno…e ci riesce benissimo!

Marketing, sport e ignoranza: quali i modelli di club sportivi da seguire? C’è qualche iniziativa in particolare che vi ha colpito? Se parliamo di calcio, rimanendo nel territorio nazionale, l’AS Roma fino a qualche giorno fa stava facendo un lavoro straordinario sotto la guida del marketing manager Luca Danovaro, figura che giusto  poche settimana fa ha lasciato il club giallorosso per approdare a Milano, sponda Inter. Danovaro ha già avuto modo di mostrare le sue ottime capacità manageriali, vedasi la campagna abbonamenti “A riveder le stelle” e le presentazioni di Nainggolan e Politano. Ciononostante la media company che gestiva comunicazione e marketing dei neroazzurri, già svolgeva un ottimo lavoro! Rimanendo in tema calcio (siamo banali vero?) c’è piaciuto tantissimo il rebranding che ha fatto la Juventus lo scorso anno. Voi di PSM Sport sapete meglio di noi quanto i tifosi siano affezionati allo stemma della propria squadra,  eppure la società torinese non ha avuto paura e ha portato un’originalità e una modernità ad oggi uniche in Serie A.

Avete creato una grande community, come riuscite a gestirla? Quanto è importante l’interazione con gli utenti? Competere con l’algoritmo, postare più volte al giorno contenuti di valore, rispondere ai tanti messaggi che arrivano quotidianamente e  tutto ciò che deriva, in generale,  dalla gestione di una pagina Facebook non è niente se paragonato alla gestione di un gruppo. Nonostante Zuckerberg stia facendo di tutto per favorire la crescita e l’utilizzo dei gruppi, rimane accesa la sfida più difficile: mantenere la community attiva.  L’ostacolo più grande è stato far capire che la community è un luogo dove tutti scambiano il proprio sapere, dove tutti esprimono le proprie opinioni e dove tutti possono crescere, anche professionalmente. Ed è stato bellissimo vedere che le persone non cercano solamente il consiglio di Steven, di Andrea o di “Marketing Ignorante” ma han voglia di discuterne con altre persone che lavorano o studiano nel settore.  I “local”, i membri più attivi che hanno più voglia di mettersi in gioco, vuoi per costruire il proprio personal brand, vuoi per voglia di dispensare sapere, ci sono e anzi, sono un plus non indifferente. Proprio da ieri, dopo diversi briefing tra noi due ci siamo messi alla ricerca di persone competenti in qualche settore specifico, persone affamate di marketing che abbiano voglia di prendere parte al team che vogliamo tirare su in vista dei futuri progetti. Ci affascina e galvanizza l’idea di poter migliorare grazie a chi ci segue fin dagli inizi.

Presente e futuro. Dove volete arrivare? A Settembre lanceremo il sito web di Marketing Ignorante. Non possiamo spoilerare più di tanto ma il meccanismo che ci sarà dietro è molto interessante e porterà il progetto su un altro livello. Da quanto facciamo ogni giorno per MI, siamo convinti che chi ci segue abbia capito che stiamo costruendo qualcosa di più grande di una semplice presenza sui Social. In testa abbiamo molte idee che non vediamo l’ora di realizzare, quindi rimanete sempre sintonizzati!

Chiudiamo alla rovescia, qual è la definizione di marketing ignorante?  Il marketing, quello figo!