Dietro le quinte di Mondo Futbol: intervista a Guido Montana

Una intervista un po’ diversa rispetto il normale. Abbiamo incontrato e chiacchierato con Guido Montana, Direttore Editoriale di MondoFutbol, strutturando le domande partendo da una parola chiave, sottoforma di hashtag: Multiculturale, Storytelling, Social Network, Target, Multiservizi. Parole e concetti chiave dai quali siamo partiti per descrivere e farci raccontare il progetto editoriale, oggi fenomeno in crescita ed in tanti contenuti unico nel suo genere. 

#Multiculturale: questo è il primo concetto che ci viene in mente. Lo dice il nome, lo dicono gli articoli, lo dicono le rubriche. MondoFutbol è una testata giornalistica che abbraccia idealmente tutto il globo, anzi proprio nel raccontare la passione calcistica in luoghi spesso lontani dai riflettori, risiede l’originalità di questo progetto editoriale: come nasce e su quali valori fondate il vostro lavoro? MondoFutbol nasce dalla percezione di un’assenza precisa e per me inspiegabile. In Italia non esiste, o meglio non esisteva fino al 2015, un progetto editoriale digitale, multiculturale e multilingue, capace di aggregare community vaste attorno a contenuti di qualità. Questo era appannaggio esclusivo di attività editoriali di matrice culturale prevalentemente anglosassone. Dall’Italia sembrava impossibile proporre qualcosa di valido e originale, in grado di oltrepassare i confini “virtuali” delle Alpi, attraverso le infinite potenzialità della rete.

Da qui la scelta di sviluppare il progetto MondoFutbol attorno ad una comunità globale, privilegiando quindi l’ambito social e Facebook in particolare, che avesse il calcio come linguaggio condiviso. Fondamentale in questo senso, l’incontro con un raffinato narratore di storie, non solo calcistiche, e grande viaggiatore come Carlo Pizzigoni, giornalista, scrittore e autore televisivo di Federico Buffa.

#Storytelling: come addetti ai lavori stiamo approfondendo le tecniche di Storytelling cercando di applicarle al calcio e allo sport in generale. Qual è il legame tra questi due elementi? Quanto possono fondersi le tecniche di storytelling con lo sport? E, parlando di questa tematica, c’è un personaggio, un giornalista, un comunicatore che in questi termini apprezzi particolarmente?  Ho citato prima Federico Buffa. Lo storytelling sportivo moderno in Italia nasce sicuramente con lui, non soltanto in ambito televisivo. La tradizione italiana della narrazione sportiva e calcistica è però ricca di riferimenti illustri: da Gianni Brera a Giovanni Arpino fino a Beppe Viola, Gianni Mura, Paolo Condò e molti altri. Impossibile citarli tutti, ma doveroso ricordare che i debiti verso questi grandissimi protagonisti della cultura e della scrittura sono sempre tanti per chi svolge questa professione nel Belpaese, anche in epoca digital e social.

Altro discorso sono le storture e le improvvisazioni, oltre che gli abusi di questo genere di racconto giornalistico. Trovare il proprio percorso originale, la propria misura, è essenziale. Su questo, a livello di redazione, nella formazione dei nostri collaboratori, io e Carlo abbiamo lavorato tantissimo. Sobrietà è sempre stata la parola d’ordine, ad esempio.

Per noi di MondoFutbol,quindi, Federico Buffa rappresenta un amico generoso che spesso ci fa dono di parte della sua magia di cantore dello sport, un riferimento professionale preciso ma necessariamente inimitabile. Ciò che deve restare è il suo insegnamento di un lavoro duro, umile, fatto di ricerca e cura del dettaglio, che deve poi condurre al profondo rispetto delle storie e dei personaggi oggetto di narrazione. Da ogni angolo del mondo.

#SocialNetwork: come Agenzia siamo specializzati in gestione e valorizzazione dei canali social delle Società Sportive. MondoFutbol ha fatto dei social una leva eccezionale per lanciare, diffondere e potenziare il progetto editoriale. Qual è la vostra strategia social? Quali i numeri e il riscontro che avete avuto nel tempo? I social sono stati sin dal primo momento l’approdo naturale dei contenuti di MondoFutbol, privilegiando noi la multiculturalità e la cross-medialità. La sfida è stata quella di riuscire a coinvolgere con contenuti originali e di qualità un pubblico ampio ed eterogeneo. Tre anni e più di 150.000 fan dopo, distribuiti ovunque sul pianeta e con valori di engagement costantemente tra il 30 e il 40%, a volte perfino superiori, direi che la sfida si può considerare vinta da parte nostra. Si può creare e coinvolgere attivamente una community vasta, multiculturale e multilingue, attraverso contenuti di qualità cross-mediali a tema calcistico, andando oltre il mainstream. E lo si può fare ovviamente anche dall’Italia se si dispone di uno staff di redazione di giornalisti e grafici brillante e preparato a gestire le diverse esigenze della moderna comunicazione digitale, ambito in continua evoluzione. Non ci si può e non ci si deve fermare mai…

#Target: nel mediakit abbiamo osservato con attenzione i dettagli del vostro target di riferimento parlando di pubblico social. Puoi farci un identikit medio? Il nostro interesse ricade verso la vostra community per studiare un caso secondo noi di riferimento.  L’utente “tipo” di MondoFutbol è di età compresa tra i 17 e 35 anni, presente in modo attivo sui social e in grado di apprezzare i nostri contenuti digitali multiculturali e multilingue. È un pubblico interessato, fortemente coinvolto,propenso a dare valore anche all’approfondimento di qualità, alla verticalità che noi cerchiamo sempre di offrire su tutte le piattaforme (magazine, sito e canali social). Si tratta, inoltre, di una community globale, poiché raggiungiamo letteralmente ogni nazione e continente. Un orgoglio enorme, come ho ricordato anche precedentemente.

#Multiservizi: da un’idea multiculturale ad una strategia multiservizi. MondoFutbol non è solo una testata giornalistica ma è un’agenzia media che ha diverse collaborazioni nel mondo. Raccontaci le varie partnership e il lavoro redazionale che c’è dietro! Grande soddisfazione per me e Carlo avere avviato collaborazionicon società calcistiche importanti come Inter, Roma e Napoli, per la fornitura di contenuti digitali e radiofonici.  Estremamente gratificante a livello professionale la recente collaborazione con la FIGC per raccontare il Progetto Rete! 2018, format unico in Europa di sport e integrazione, rivolto ai minori e neo maggiorenni stranieri richiedenti asilo e provenienti dagli SPRAR italiani. Esperienza quest’ultima che ci auguriamo di potere proseguire anche in futuro.

Collaborazioni giornalistiche e autoriali con realtà editoriali italiane come il Gruppo De Agostini,RCS MediaGroup, La Repubblica, Fox Sports Italia, GQ Italia, Lettera43 e Rivista Undici. All’estero, abbiamo lavorato con giornali e riviste in Spagna e Svizzera, arrivando fino a O Globo di Rio de Janeiro, per raccontare le sfide Mondiali tra Italia e Brasile: anche qui, una gran bella esperienza.

Il lavoro di redazione che sta dietro a collaborazioni giornalistiche ed editoriali di questo livello, è ovviamente molto complesso. Nel tempo, abbiamo creato una struttura articolata, tra collaborazioni fisse e a singolo progetto, in grado di affrontare tutte queste sfide e siamo particolarmente fieri del team di lavoro che abbiamo formato. Resta questo il motivo di maggiore felicità, non c’è dubbio!

Chiudiamo togliendo l’hashtag e facendo una domanda da puri appassionati di calcio. C’è una intervista, un report, un articolo al quale sei particolarmente legato? Ci sono molti lavori di MondoFutbol a cui sono legato, difficile per me sceglierne uno. Video e foto reportage da Mostar, Belgrado, Rijeka, Tirana e Istanbul. Dalla Francia, dal Belgio, dall’Olanda e dalla Germania. L’Inghilterra e l’impresa del Leicester, letta in un modo differente, quando ancora nessuno in Italia parlava di ciò che poi sarebbe diventata la “favola” calcistica del 2016. Escursioni giornalistiche in Nord e Centro America, fino a giungere inAsia, con Cina e Giappone. Le continue e sempre affascinanti scorribande di Carlo Pizzigoni in Sudamerica: Argentina, Brasile, Colombia, Ecuador e Uruguay, in rigoroso ordine alfabetico. Come non ricordare ad esempiol’intervista aVíctor Hugo Morales, il cronista venuto da un altro pianeta. Morales èil principe dei relator, il Gardel dei commentatori sudamericani, come ricorda sempre Buffa, reso immortale dal racconto epico del gol di Maradona all’Inghilterra a Messico 1986, il barriletecósmico: è stata davvero una grande emozione per Carlo poterlo incontrare.

Ancora, la fantastica avventura a settembre 2017 di “Time to Visit Russia”, una troupe giornalistica di cinque elementi (due autori, un giornalista, un video maker e una fotografa) in viaggio per più di quindici giorni alla scoperta della Russia meno conosciuta, molto distante non solo geograficamente da Mosca e San Pietroburgo. Un percorso di racconto per parole e immagini, articolato in cinque tappe attraverso le regioni e le città di un Paese sconfinato che avrebbe poi ospitato i Mondiali 2018, con le sue differenze socioculturali e le sue tante sfaccettature.

Tuttavia, “Nessuno in fuorigioco” rappresenta il mio, il nostro orgoglio più grande, oltre che un grande sforzo produttivo.“Nessuno in fuorigioco” è il video reportage di MondoFutbol, ideato da me e Aniello Luciano, che ha raccontato sei storie di calcio e integrazione da Nord a Sud del nostro Paese, che travalicano l’aspetto agonistico, affermandosi come spaccato della situazione sociale italiana, fra pari opportunità, partecipazione e barriere da superare. Nel campo da gioco e nella vita quotidiana.Alla produzione e post-produzione hanno poi lavorato nelle varie fasi tutti i componenti la redazione giornalistica, altro elemento di grande soddisfazione.

Siamo arrivati con questo reportage su calcio e inclusione sociale fino al Tg di RAI News24 nel 2017 e quest’anno abbiamo avuto il grande privilegio di essere stati chiamati dall’International Journalism Festival di Perugia, a presentare il nostro lavoro con un panel di discussione dedicato e una diretta streaming in tutto il mondo. Un viaggio, quello giornalistico con “Nessuno in fuorigioco” e i valori che rappresenta, accoglienza, solidarietà e integrazione attraverso lo sport, che vogliamo non finisca mai. L’essenza di MondoFutbol, di ciò che vuole essere e comunicare, è tutta qui, in fondo. Raccontare il calcio a 360 gradi, consapevoli che non sia soltanto un gioco, che si tratti di parlare della base, dei dilettanti, oppure dei professionisti. Non posso infine chiudere senza citare la nostra ultima creatura editoriale: il nuovo magazine di MondoFutbol. Un prodotto all-digitalche vuole soddisfare le esigenze di chi ha una visione differente del calcio e dello sport.Un formato interattivo per un magazine che arriva direttamente per email, tutti i mesi, sfogliabile e scaricabile per garantire la massima fruibilità in ogni momento e su qualsiasi dispositivo.Qualità e verticalità di contenuti sono l’obiettivo, con firme esclusive come Daniele Adani, RobertoBeccantini, Stefano Borghi eFederico Buffa. Reportage, produzioni video originali, interviste esclusive, motion graphic, gallery fotografiche e bellissime illustrazioni. Vogliamo fare riscoprire agli appassionati il gusto lento di una lettura profonda, imprevedibile, capace di dare stimoli e spunti di riflessione. Un contenuto dal sapore antico che offriamo attraverso un contenitore che rappresenta il massimo della tecnologia e dell’innovazione nel publishing digitale.