Arsenal in The Community. IUn progetto CSR vincente

Il viaggio alla scoperta della responsabilità sociale nel mondo del calcio parte da Londra, la città del football, che mi ha adottato oramai da quattro anni. La mia lente di ingrandimento si è soffermata sull’Arsenal Football Club, e in particolare sul dipartimento della società nel quale lavoro, quello Community, che si occupa appunto di promuovere iniziative per la comunità. Storia, struttura, ed esempi concreti (alcuni dei quali vissuti in prima persona) di un progetto CSR vincente.

ARSENAL IN THE COMMUNITY, LE RADICI DEL SUCCESSO

“La Community è sempre stata il cuore dell’Arsenal FC. È quello che permette ad un Club di sopravvivere nel tempo. Sono le nostre basi, le radici che abbiamo bisogno di estendere, assicurandoci che crescano e si distribuiscano nella comunità. È una parte fondamentale di quello che facciamo, e quello ci rappresenta come Club”.

| Arsène Wenger |

E chi, se non l’uomo che ne ha mantenuto le redini per oltre vent’anni, può dare l’idea di cos’è la Communityper la squadra del North London? Questo il pensiero del tecnico alsaziano, che ha sottolineato quanto importante sia il legame Club-territorio. Un supporto reciproco, viscerale e indispensabile. La società vive grazie alla comunità, che a sua volta ne trae benefici. Questo grazie ad una serie interminabile di interventi e iniziative di responsabilità sociale, che da oltre trent’anni rendono Islington e dintorni un’oasi del calcio.

UN RAPPORTO CONSOLIDATO NEL TEMPO

Il progetto Community nasce infatti nel lontano 1985, sulla scia dell’Action Sports Scheme. Il programma, promosso dal governo, eradestinato a contrastare il disagio sociale e il non-attivismo fisico diffusonelle aree urbane, tra cui Londra. Questo, attraverso progetti che coinvolgessero in attività sportive quella parte della popolazione definita ‘a rischio’ (donne, persone oltre i 50 anni, minoranze etniche, disoccupati). Parte di queste proposte prevedeva sensibilizzare i Club sportivi del territorio, credendo che avrebbero potuto dare un ottimo contributo visto l’appeal associato al nome. L’Arsenal, che già autonomamente promuoveva sporadiche iniziative sociali, prese parte al progetto. La collaborazione si rivelò efficace, tant’è che poco dopoviene stabilitoun dipartimento Community interno al Club, con tale Alan Sefton a guidarne le redini. Ebbene, Alan e l’Arsenal FC non si separeranno per i successivi trent’anni, con il progetto che si è ingrandito anno dopo anno, diventando oggi un vero e proprio punto di riferimento per il territorio. Oggi l’attività ha sede all’Arsenal Hub, struttura inaugurata nel 2015 proprio accanto allo stadio, ulteriore segnale di indissolubile unione tra il Club e la comunità. L’Hub consiste in uffici, sale conferenza ed un campo coperto in erba artificiale. Quest’ultimo, scenario davvero speciale, sfruttato per moltissime delle sessioni settimanali per la comunità.

PROGETTI E AREE CHIAVE DI INTERVENTO

L’organizzazione del dipartimento Community dell’Arsenal si compone di varie aree operative, abbracciando più ambiti.

  • SPORT

Sicuramente il settore di punta di tutto il dipartimento. I progetti sono tanti e variegati, riguardando la promozionedella partecipazione al gioco del calcio in ogni suo aspetto, ad ogni livello e per ogni età.

C’è, ad esempio, il progetto Football Plusper i ragazzi dai 6 ai 14 anni. L’idea è quella di offrire attività settimanali sotto la supervisione dei coach dei Gunners. In questo, sono organizzati anche tornei, eventi, festival e camp, il cui tema è quello, come detto, di creare partecipazione (vengono coinvolte molte squadre dilettantistiche del territorio), ma anche quello di sensibilizzare su tematiche importanti come il fair play e il rispetto.

Sempre in questo settore rientrano tutte le attivitàdi sport edisabilità.Un team specializzato si occupa di creare esperienze sportive inclusive, destinate a questa vastissima platea.

Infine, giusto citare l’attività nelle scuoleprimarie e secondarie. Educazione fisica e sessioni dopo scuola in numerosi istituti,alcuni dei quali parte di un progetto molto più ampio in collaborazione con la Premier League.

  • EDUCAZIONE E FORMAZIONE

Un altro settore davvero pulsante del dipartimento Community dei Gunners è quello relativo all’educazione. Ci sono progetti dedicati a tutte le età.

Quelli per le scuole elementari e medie, con corsi relativi alle materie e agli argomenti più disparati. Il progetto Double Club, per esempio, sfrutta l’appeal per il calcio ed i suoi campioni per promuovere l’insegnamento delle lingue straniere (francese, spagnolo, ecc.)

Poi, vengono offerti una serie di corsi tecnici e specifici per i ragazzi dai 16 anni in su. Tutti trattano di community coaching e sport, introducendo ad una carriera nel settoremagari nello stesso Club, in una visione decisamente sostenibile.

Per finire, i programmi che riguardano gli adulti. Corsi di inglese, computer o formazione in generale, un modo per aumentare l’appetibilità verso il mondo del lavoro, dando un calcio alla disoccupazione.

  • INCLUSIONE SOCIALE

La gamma di interventi che in maniera più diretta e ambiziosa cerca di migliorare la qualità della vita delle persone più svantaggiate della comunità.

Le sfide da affrontare possono rispondere al nome di criminalità giovanile, emarginazione, comportamenti antisociali. Il calcio diventa per molti un’opportunità, quella di vivere al di fuori da certe realtà, con uno sguardo ad un futuro migliore.

È questo l’intento del Kicks Project. Quest’attività, in collaborazione con uffici governativi e polizia, cerca di tenere i ragazzi di certe zone lontani da pericoli e situazioni difficili, vedendo nel calcio questa opportunità di coesione e benessere sociale.

Chiaramente, questo è solo un esempio. Le iniziative sono molte, diverse per approccio, obiettivo e tipologia (dalle campagne di sensibilizzazione ai programmi a lungo termine).

  • PARI OPPORTUNITA’

Diffondereil messaggiodell’assenza di barriere tra etnie, generi, religioni, ecc. Tutti, a prescindere da questo, devono poter vivere il Club: Arsenal for Everyone.

Più di uno slogan. Campagne e sensibilizzazione contro temi quali razzismo o omofobia. Sessioni e attività contro il bullismo. Meeting e conferenze coinvolgendo organizzazione specializzate, che trasmettano i giusti valori alle nuove generazioni.

Bello a riguardo l’esempio dei Gay Gooners, gruppo di tifosi Gunners LGBT, con un proprio settore riservato allo stadio Emirates. D’altronde, l’esperienza calcio è sinonimo di unione, a prescindere da tutto.

  • RIQUALIFICAZIONE TERRITORIALE

L’attenzione all’ambiente è una priorità anche per il Club del Nord di Londra, nella forma più diretta di valorizzazionedel territorio.

Il Club è molto attivo in svariati interventi, che riguardano in particolare il rinnovamento infrastrutturale e urbanistico dell’area geografica di appartenenza.

L’esempio della costruzione dello stadio Emirates, a discapito del vecchio e glorioso Highbury, ne è un esempio calzante. Il vecchio impianto è stato trasformato in un complesso residenziale, con le effigie del Club che si possono ammirare tutt’oggi sulla facciata principale dell’edificio. Inoltre, il nuovo impianto ha preso il posto di una discarica, che la società hacontribuito ad ammodernare e ricostruirein un nuovo sito.

C’è poi la continua riqualificazione dei campi da calcio di Islington e dintorni. Terreni resi accessibili e praticabili, sia nelle scuole della zone che nei parchi. Strutture che poi vengono sfruttate per le iniziative sport della community: sessioni, tornei e attività (in cui l’Arsenal ovviamente ha la priorità di utilizzo).

  • BENEFICIENZA

Infine, la collaborazione del Club con numerose associazioni (esempio Save the Children) ne ha da sempre certificato l’impegno sociale e caritatevole.

In questo, è l’Arsenal Foundation l’organo deputato ad occuparsi di tutte queste campagne di raccolta fondi, ecc.

Esempio recente, la partita delle Leggende. Un match di beneficienza in cui le vecchie glorie Gunners sfidavano quelle del Real Madrid. Un doppio impegno tra Londra e Madrid dettato da un unico scopo: raccogliere fondi da destinare a progetti locali e all’estero per migliorare il benessere e la vita dei meno fortunati.

 

Stefano D’Errico

Community Football Coach at Arsenal